Clafoutis in arrivo al binario 1

Sentire la mancanza di una vita passata sui mezzi è da matti.
Non è una domanda, ma un’affermazione alla quale sono io a mettere il punto.
Mi mancano.
I mezzi.
Non sono pazza, non fino a questo punto almeno, dei mezzi non mi mancano le attese, non mi mancano i ritardi, non mi mancano gli odori, non mi mancano le dormite con un occhio aperto per non perdere di vista la tua vita racchiusa in una borsa/zaino.
Dei mezzi mi mancano le persone.
Mi mancano quegli esseri viventi che sono li come te, tutti da osservare e scoprire.
Sono un’osservatrice nata, guardo tutto ciò che mi circonda.
Le persone hanno molto da dirci anche quando non parlano.
C’è chi non si accorge della piega del cuscino ancora visibile sul suo volto, chi mangia sbriciolando ovunque quasi a vantarsi del suo menefreghismo nei confronti del prossimo che scalderà quella poltrona, chi preferisce restare in piedi e chi invece legge senza alzare mai lo sguardo, a lui non interessa il mondo la fuori, lui vive tra le righe.
Molte persone parlano al telefono e lei l’ho notata proprio così: mentre parlava al telefono.
Un accento straniero, un caschetto curato, una tenuta nera e tante chiacchiere che sapevano di squali.
Non quelli belli con la pinna, ma quelli cattivi con due gambe.
Di lei, che per comodità d’ora in poi chiamerò Madame F., mi aveva catturato il modo di parlare, calmo e preciso.
E le scarpe da ginnastica abbinate ad un classico tailleur nero.
Chi sei?
Dove vai?
Domande che sapevo non avrebbero mai ricevuto una risposta, se non quella inventata da me.
Mi piace ipotizzare un finale, per Madame F. lo feci.
Ho smesso di prendere il treno, ho smesso di vederla.
Così, quando meno te lo aspetti, da quella porta vedi entrare proprio lei.
Sempre in nero, accidenti.
E’ francese, per bacco!!!!
Come hai fatto a non riconoscere quell’accento così romantico Tamara?!
Forse un finale da rivedere per Madame F?
“Mai dire mai”, chi perdi puoi ritrovare e magari ritrovandolo ti regala quel tassello mancante per dare il giusto finale alla tua storia.
Madame F. mi ha dato qualche tassello in più, ma cosa inaspettata mi ha regalato anche la ricetta, quella del clafoutis alle ciliegie.
Lei è francese, il clafoutis anche.
Allora è così che scopri che si chiama clafoutis solo quando lo fai con le ciliegie, altrimenti lo chiami flognarde se usi frutta senza succo(mele, pere…).
Avevo fatto un esperimento: congelare le ciliegie.
Esperimento semi riuscito!
Le ciliegie si possono congelare ma una volta scongelate vanno utilizzate subito, se lascerete passare anche solo una notte…delle vostre ciliegie non vi resterà nulla da salvare.
Ho fatto il clafoutis, ma è finito così rapidamente che ho fatto anche quello alle pesche.
La ricetta è la medesima per entrambi, ed è adattabile anche a prugne e albicocche.

Ingredienti:
100gr di zucchero
3 uova intere
80gr di farina 00
250ml di panna
frutta a scelta

Procedimento:
Pulire e tagliare la frutta, disporla abbondantemente sul fondo di una teglia in ceramica. Mischiare tutti gli ingredienti in una ciotola, e verare il composto(che risulterà molto liquido) nella teglia.
Infornare per 40min a 190°C.

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