iChef

Ho avuto il piacere e l’onore di partecipare alla serata finale di una bella iniziativa promossa da Kitchen, un negozio milanese che già dal nome lascia intuire la tipologia di prodotti che tratta.
Se ancora non lo conoscete, vi invito a farci un capatina perchè ne vale davvero la pena, ma preparatevi perchè sarà difficile una volta entrati uscire a mani vuote.
iChef è stata un’iniziativa volta a trovare, tra i tanti partecipanti ai vari corsi offerti da Kitchen, i 12 migliori talenti che successivamente avrebbero gareggiato in una serata finale dove si sarebbero trovati a vestire i panni di veri chef, gestendo una cucina professionale.
Enterprise – Sophia’s restaurant.
Milano.
Quattro portate, dall’antipasto al dolce per un totale di 150 commensali, affamati.
Ad un amatore che punta alla vittoria tremano le gambe.
A me tremerebbero.
Essendo parte del team organizzativo, insieme alle mie colleghe, ero seduta in uno dei due tavoli riservati alla giuria. Devo dire che avere la pallina di un colore diverso dagli altri partecipanti, massì, mi è piaciuto!
Tutte le foto che riporto a seguire sono state scattate dalla bravissima Claudia Calegari , io quella sera mi sono limitata a godermi la cena!

Antipasto: Piccolo cous cous aromatico su coulis di pachino e tartare di gamberi
Mi riesce difficile, specie nelle portate salate, distinguere in modo netto i vari gusti presenti.
Sento il gusto predominante, questo si, ma mi lascio trasportare dalla sensazione che mi trasmette il primo boccone.
Sta tutto li per me, in quello che mi trasmettono le papille gustative al primo assaggio.
C’era tutto in quel boccone, dalla salsa di pomodoro al zeste di limone. Notevole, peccato non aver riconosciuto subito il gusto del pesce!
Iniziavo a sentirmi un giudice inadatto.

antip

Primo: Risotto cacio e pepe con salsa di pesche e fave
Sono un’amante dei primi piatti, riso o pasta non guardo in bocca a nessuno. Vanno bene.
Proprio per questo mi accorgo subito di come non si sente il gusto deciso degli ingredienti principali, sarà che la cacio e pepe l’ho mangiata a Roma non molto tempo fà.
E’ stata di sicuro un’esperienza goduriosa, nella lista delle cose da ripetere.
Abbiamo la possibilità di entrare e uscire dalla cucina, per guardare, scoprire, chiedere, figo no?!
E’ qui che capisci che le pentole di riso sono 3, e tu sei finita nel tavolo che ha ricevuto l’ultima, nonché la più scarsa. Lo conferma anche Michele, della squadra rossa.
L’ha fatto lui! (ma lo scopro solo dopo, nè!)

primo

Secondo: Filetto di maiale in crosta di caffe, con riduzione di porto e mousse di melanzane e cioccolato
SORPRESA, i secondi generalmente li evito, non mi garbano quasi mai, li leggo di fretta sul menù, ma questo era speciale.
Sentivi il caffè scottato in padella, il filetto tenero sotto, il porto che con la parola filetto va a braccetto e il suono dolce della melanzana arricchita dal rumore del cioccolato. Insomma, posso dire che avrei fatto di sicuro la doppietta.

second

Poi il dolce. Ah il dolce.
Dolce: Le tre consistenze del cioccolato
Il gusto complessivo era buono, cioccolatoso.
Probabilmente me la sarei giocata su un dolce unico, dove le consistenze differenti del cioccolato le avrei intervallate a consistenze diverse di impasto.

dolce

Inutile dire che la mia palla del voto è andata dritta nella terza portata, il filetto di maiale.
L’altro tavolo della giuria ha votato qualcosa come 5 su 7, per il risotto.
Ho proprio mangiato dalla pentola sbagliata.
La squadra vincitrice è stata la nera, quella che ha preparto l’antipasto e il secondo 🙂

I due capisquadra nonchè Chef di alto livello:
Danilo Angè e Antonio Marchello
chef

Le due squadre pronte alla “guerra”
guerra

Io e la mia collega mentre sbirciamo in cucina
noi due

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