Pancake soffici con sciroppo d’acero e mirtilli

Se c’è una cosa che fatico davvero a sopportare è l’ipocrisia della gente che chiede silenzio per rispetto e lo fa urlando più degli altri o magari addirittura utilizzando gli stessi identici strumenti e modalità di chi sta criticando o ancora peggio giudicando.
Una doverosa premessa, tutte le persone che mi leggono di loro spontanea volontà e per il piacere di esserci le ringrazio e sappiano che sono felice siano qui e, qui, di tanto in tanto tornino che sia per un saluto o una ricetta.
Detto ciò, non mi chiedo se chiunque dedica preziosi minuti del proprio tempo a leggermi, qui nel blog chiaro, o se qualcuno l’ho convinto a tal punto da armarsi di santa pazienza e replicare una qualunque delle ricette che propongo, ma l’ho fatto eh!
Per un lungo periodo sono rimasta arenata sull’idea che la risposta del mio pubblico non pagante contasse più di un sorriso qualunque. Quello di Mario ad esempio.
75 anni, una bicicletta e poche parole, ma larghi sorrisi e grandi scoregge. Non credo se ne accorga, immagino si sia oramai convinto di essere diverso, di portarsi dietro uno strano eco senza la possibilità di poterlo controllare e senza realmente capire perchè lo stia seguendo.
A me Mario piace. Vado pazza per la sua normalissima vita vissuta.
Quindi, dicevo, ho smesso di preoccuparmi del popolo del web, di quel branco infinito di piccole formiche che se ci si mettono tutte insieme ti tirano su un formicaio da paura e sei la loro stella guida, ma se vogliono sei “fritto” e dopo averti placcato alle spalle e immobilizzato per benino, fanno scorta di pezzi di te per l’inverno.
Il fatto è che mi stanca e a tratti mi snerva, ma non il dibattito eh, quello mi piace, avere idee differenti sul piatto mi è sempre piaciuto, avere per le mani una sola opinione è come leggere un menù con un solo piatto a disposizione.
Sono la fan numero del confronto, dello scambio di opinioni, ma rimango fedele al buon vecchio incontro reale quello dove posso guardare in faccia il mio interlocutore, quello che mi permette di capire davvero con chi sto dialogando. Posso guardarlo negli occhi, osservo i movimenti delle mani e della bocca, posso ascoltarne le sfumature delle corde vocali, ma tutto questo dietro ad uno schermo si riduce ad un mare di confusione, parole inutili e altrettante inutili incomprensioni, ma soprattutto molto spesso vengono generate un mucchio di stronzate a caso, che se ce li avessi davanti i produttori di tali cacate due ceffoni ben assestati non gli e li leverebbe nessuno.
Ma davanti a me c’è Mario e con Mario è meglio non scherzare, perchè a lui “dell’internette” non gli frega niente e se vuoi davvero dirgli qualcosa allora vai a bussare alla sua porta e lo guardi dritto in faccia.
Non è la prima volta che realizzo pancake e nemmeno la prima che pubblico una loro ricetta (2013), ma questi sono incredibilmente speciali.
Io faccio due parole con Mario, voi gustateveli 😉

pancake

PANCAKE SOFFICI CON SCIROPPO D’ACERO E MIRTILLI

Ingredienti
130g farina
1 cucchiaino di lievito in polvere
½ cucchiaino di sale
2 cucchiai di zucchero semolato
130ml di latte fresco intero (temperatura ambiente)
1 uovo grande
20g di burro fuso (lasciato raffreddare leggermente)

Procedimento
Miscelare tra di loro farina, zucchero, lievito e sale. A parte sbattere l’uovo leggermente e unirvi i latte continuando a sbattere, quindi il burro e poi gli ingredienti secchi setacciati.
Si dovrà ottenere un impasto non troppo denso e nemmeno troppo liquido.
Mettere una padella dal fondo antiaderente sul fuoco e quando sarà calda, aiutandosi con un cucchiaio, dosare l’impasto e versarlo in padella. Se la padella che si usa è abbastanza grande si possono cuocere più pancake alla volta. Girare il pancake sull’altro lato non appena la superfice inizia a fare delle piccole bolle e il pancake si stacca facilmente dal fondo (circa 1 min per lato).

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2 comments to Pancake soffici con sciroppo d’acero e mirtilli

  • Mile  says:

    Quando vedo le tue creazioni e leggo come con modestia le descrivi io ho la faccia e l’occhio da pesce lesso e penso: “Ma come è brava. Come mi piacerebbe guardare muovere le sue mani quando prepara le sue creazioni e ascoltare i suoi commenti”. Questa volta la premessa vince sul dolce (che continuo ad apprezzare) e – sapessi – apprezzo anche la premessa. Evviva Mario e “la sua normalissima vita vissuta”! Grazie. 🙂

    • Caprettarossa  says:

      Grazie Milena, grazie di cuore, soprattutto perché in questo periodo in cui non riesco a dedicarmi al blog le tue parole mi scaldano il cuore 😘

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